Domenica 4 Dicembre – incontro NoTav a Feltre!
novembre 28th, 2011 — eventi
LA RESISTENZA NO TAV CONTINUA!
luglio 28th, 2011 — actions
Scontri in Valsusa – Rifiutiamo il vostro copione
luglio 7th, 2011 — comunicati
In attesa della scontata ondata repressiva dove si scopriranno cupole di blackblockorganizzatipersovvertireblablabla…

Il gip di Torino Federica Bompieri ha convalidato stamattina gli arresti dei quattro compagni arrestati durante l’assedio al cantiere Tav di domenica 3 luglio in Valsusa.
per scrivergli, dare solidarietà, fargli sentire il nostro calore e la nostra vicinanza
Marta Bifani
Roberto Nadalini
Salvatore Soru
Gianluca Ferrari
casa circondariale
via pianezza 300
10151 torino
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riceviamo e diffondiamo:
Questo comunicato nasce come risposta ai tanti articoli usciti in questi giorni in riferimento agli scontri in Val di Susa. In particolare, l’inderogabilità di queste parole nasce da un articolo particolarmente sconcertante, firmato Zancan sulla copia online de La Stampa. (http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/410044/)
Questo breve comunicato vuole fornire l’interpretazione di quegli stessi eventi sotto un’altra luce, dalla prospettiva di chi compie un’analisi sul significato di “civiltà” e “violenza” inevitabilmente diversa e distante dai giornalisti e dalle giornaliste impegnate a screditare la resistenza attiva di chi ha scelto l’azione diretta anziché gli slogan e i cortei composti, contro la violenza reale di chi ha interessi economici nel progetto Tav.
RIFIUTIAMO IL VOSTRO COPIONE
Quello che i quotidiani in questi giorni stanno riportando in riferimento agli scontri in Val di Susa, getta una luce fioca sulle troppe ombre di questa situazione, liquidata dai media come il solito teatrino pieno di cliché. Rimaniamo basiti, quando leggiamo che dei ragazzi e delle ragazze, scese in strada – e nei boschi – per lottare nel nome della solidarietà e dell’impegno per ciò che è cosa comune, vengono etichettate come balordi e
terroristi. Si parla di facinorosi e facinorose “a cui probabilmente non importa nulla della Tav”; i giornalisti fanno a gara per restituire l’immagine mediatica di questa situazione dalla prospettiva il più moderata possibile della polis democratica. Una democrazia che chiede di accettare l’ingiustizia perché presentata a norma di legge, una burocrazia che scalza l’etica finché il buon senso diviene poco più che un’opinione tra le tante, rispettabile quanto la corruzione e l’ecocidio.
L’apice di questa escalation è stata probabilmente raggiunta con l’articolo comparso su La Stampa e firmato da Zancan, nel quale il giornalista impegna la propria penna per regalarci l’istantanea di un padre addolorato che esprime pubblica vergogna per la figlia-mostro. Zancan disegna abilmente l’intreccio di un romanzo drammatico nel quale la brava ragazza, impiegata d’ufficio con la testa sulle spalle, si lascia trascinare nell’ambiente dell’animalismo radicale e dei centri sociali, in uno scenario noir dalle tinte fosche. L’epilogo di questa novella è scontato: Marta non c’è più, la neo-terrorista verde/nera si ritrova dietro le sbarre a pagare per i suoi errori, perché la giustizia alla fine vince su tutto. Continue reading →
Dalla Valle che Resiste e non si arrende
luglio 1st, 2011 — comunicati

Appello per la manifestazione nazionale del 3 luglio
Il coordinamento dei comitati No Tav riunito a Bussoleno il 29 Giugno indice per domenica 3 luglio dalle ore 9.00 una manifestazione di carattere nazionale in seguito allo sgombero del presidio della Maddalena.
La manifestazione avrà carattere popolare con l’obbiettivo di assediare le zone di accesso alla Maddalena occupate illegittimamente dalle forze di polizia e dalle ditte incaricate di costruire un immenso campo militare, e non un cantiere, distruggendo il territorio senza alcuna considerazione per l’ambiente, la storia e la civiltà della nostra Valle.
Saremo un popolo in movimento, pacifico e determinato per difendere i beni comuni, la nostra terra e il futuro di tutti e tutte.
Non siamo mai stati un movimento Nimby. La solidarietà di questi giorni ci dice che combattiamo una lotta che riguarda tutti. Per questo invitiamo, quanti hanno a cuore la democrazia del nostro paese, chi ancora ha coraggio d’indignarsi, a partecipare all’assedio.
No TAV! No mafia! No alla militarizzazione!
Si al rispettodella Valle! Si alla volontà di riscatto di tutta l’Italia!
Il coordinamento dei comitati delle Valli No Tav,Torino e Cintura
Bussoleno 29 giugno 2011
INDICAZIONI IN PROGRESS
- Attraverso i siti internet e un numero telefonico dedicato faremo circolare le informazioni necessarie per raggiungere la manifestazione.
- Inviatiamo tutti a portarsi scarponi, pranzo al sacco e acqua
- Per chi arriva il sabato ci sarà la possibilità di campeggiare a Venaus e a Torino
Si stanno definendo i dettagli logistici di quella che si annuncia una giornata con varie decine di migliaia di partecipanti. L’appuntamento per i vari concentramenti sarà alle 9,00.
La morfologia della valle, stretta nella zona di Chiomonte, unita al traffico domenicale turistico e per eventi sportivi, complica l’afflusso ed il parcheggio di auto e pullman, ma si stanno verificando soluzioni che consentano lo smistamento in tempi ragionevoli, compatibili con lo svolgimento successivo della manifestazione.
Appena siano compiutamente definite, le indicazioni logistiche saranno pubblicate sui vari siti web del movimento e fatte circolare in rete.
Una possibilità alternativa comunque valida è l’utilizzo del treno fino a Chiomonte: il concentramento alla stazione, che è quello col percorso più breve di corteo fino alla Maddalena, proseguirà fino alle 10,30. Questo consentirà ai partecipanti di scegliere tra tre possibili partenze da Torino Porta Nuova: 7,20 (arrivo 8,26); 8,15 (arrivo 8,56); 9,05 (arrivo 10,07).
CONTINUATE A SEGUIRE SUL SITO GLI ANNUNCI CHE SARANNO PUBBLICATI CON RELATIVI DETTAGLI.
Ci vediamo domenica.
VENITE IN VALSUSA
giugno 13th, 2011 — comunicati
riceviamo e pubblichiamo questo appello nazionale

Da tre settimane resiste e persiste il presidio permanente del territorio
della Maddalena a Chiomonte.
In seguito ai proclami del ministro Maroni e alle provocazioni dei vertici
piemontesi del PD abbiamo validi motivi per pensare che dall’inizio della
prossima settimana possa verificarsi il tentativo di sgombero del presidio
finalizzato all’installazione del cantiere. A questo proposito rinnoviamol’invito a venirci
a trovare, non soltanto per aiutarci a difendere la terra e il futuro di tutti
dai blitz invocati a gran voce da maggioranza e minoranza in parlamento e a
Torino, ma anche per condividere con noi tutto il resto.
Fino ad oggi, tra un allarme e l’altro, abbiamo continuato con ciò che
abbiamo sempre fatto: confrontarci con chi ci viene a trovare, organizzare
conferenze, concerti, assemblee, spettacoli teatrali, visite guidate a siti archeologici
nei luoghi interessati dal progetto TAV…. Così come non rinunciamo alle
nostre cene condivise e alla convivialità.
La val di Susa è incorreggibile, a volte perfino incosciente: ma forse anche
per questo la resistenza notav è vista come una sorta di bene comune da
difendere, una ricchezza anche per molti che non vivono in valle.
Beh, venite.
Se vi fermate a dormire non dimenticate tenda e sacco a pelo…
per la cucina ci pensa la Val di Susa!
L’ASSEMBLEA DELLA LIBERA REPUBBLICA DELLA MADDALENA NO TAV
Chiomonte 11 giugno 2011
ACQUA BENE COMUNE… PUBBLICO?
maggio 28th, 2011 — comunicati

Disse un saggio all’assemblea:
“”Bene” è un concetto economico, che sa di schei… l’acqua è acqua, è troppo importante, deve essere fruibile liberamente, deve scorrere, non servono definizioni ad effetto!”
La recente campagna nazionale ACQUA BENE COMUNE, al di la dei buoni propositi del nome, nell’affrontare il micidiale problema della mercificazione di una delle più importanti componenti della vita, pone la scelta tra due modi di gestire quello che definisce un “bene”: quello privato, che prevede la messa a valore dell’acqua
(guadagnare dei soldi dalla sua gestione) e quello pubblico, cioè affidarne il controllo ad un ente pubblico (un’amministrazione comunale, una provincia… lo Stato), schierandosi nettamente con quest’ultima opzione. Nella scelta tra questo fuorviante binomio (pubblico/privato) si escludono di fatto le possibili “altre”
opzioni di rapportarsi con ciò che pomposamente viene definito il “comune”.
Magari si da la gestione dell’acqua a un Comune (inteso come municipio) o a una provincia che poi è d’accordo con la costruzione di un inceneritore o di un’autostrada… Ad esempio troviamo nel sito
nazionale della campagna l’adesione del comune di Trichiana, il cui sindaco uscente reclamava a gran voce l’inceneritore!
Certo si può dire: intanto facciamo la legge sull’acqua, poi (o parallelamente) affrontiamo le altre contraddizioni. Ma se il metodo è sempre quello di muoversi in maniera “istituzionale”, riferendoci allo stato o alle sue ramificazioni, sperando in un governo migliore del territorio o di quelli che vengono chiamati “i beni comuni” attraverso “leggi giuste”, beh: auguri! Anche la costituzione o la dichiarazione dei diritti dell’uomo garantiscono in linea teorica tante belle cose… A meno che l’obiettivo di lungo termine non sia quello di proporsi come amministratori per governare (si badi bene: non autogestire) in prima persona il “comune”. Continue reading →
Val Susa – Resistenza NoTav alla Maddalena
maggio 27th, 2011 — Generale

La notte del 23/5 le barricate NOTAV hanno impedito l’apertura del cantiere della tav. Tutte le vie di accesso per il tunnel esplorativo della Maddalena infatti sono state bloccate in serata con barricate fatte da tronchi d’albero, tubi, vecchie traversine ferroviarie e guard rail. Un vero percorso a ostacoli impossibile da superare senza un intervento molto deciso. Difatti poi gli sbirri hanno dovuto fare marcia indietro e sull’autostrada sono rimaste le pietre, tanto da costringere la Sitaf a bloccare per ore l’accesso alla corsia che da Bardonecchia scende verso Torino.
(ANSA) – TORINO, 24 MAG – Mezzi e infrastrutture sono stati danneggiati dal lancio di pietre da parte dei manifestanti del movimento No Tav che la scorsa notte, a La Maddalena di Chiomonte, in Val di Susa, hanno impedito l’inizio dei lavori propedeutici del tunnel geognostico della linea ferroviaria ad alta velocita’ Torino-Lione. La Polizia ha sequestrato oltre 700 pietre, alcune di grosse dimensioni, per un peso di 120 chili,lanciate dai dimostranti verso operai e forze dell’ordine, utilizzando anche delle fionde.
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da notav.info
MADDALENA: PRIMO TENTATIVO FALLITO!!!
Inizia così la Libera Repubblica della Maddalena.
Da questa mattina attorno al presidio Clarea si respira un’aria nuova. Sembra che finalmente uno dei luoghi maggiormente violentati dall’autostrada della Val di Susa abbia ritrovato una sorta di serenità. Questa notte chi voleva invaderlo ha dovuto fare marcia indietro. La determinazione di chi ha deciso di prendere in mano il proprio futuro ha saputo spiazzare gli avversari. E’ iniziata l’avventura, anzi ha preso una svolta. Nei prossimi giorni ma soprattutto nelle prossime notti dovremo essere tanti. Per dimostrare, come questa notte, che siamo tanti e determinati a vincere. Sul posto c’è molto spazio per accamparsi con le tende, c’è l’acqua e una natura lussureggiante. Insomma un posto ideale per passare delle splendide ore in quell’atmosfera conviviale tipica del nostro movimento. L’invito è aperto a tutti, si può raggiungere il presidio sia da Chiomonte che da Giaglione, a piedi, in bici e (fino a un certo punto) anche in macchina. Questa sera (ed anche nei giorni a seguire) ci sarà un’assemblea alle ore 18:30. I segnali sono chiari, dobbiamo resistere una settimana. Una soltanto e saltano i fondi europei.
Breve cronaca dalla notte di lotta.
Ieri sera, dopo attente valutazioni sui “campanelli dall’arme”, è stato deciso di accorrere tutti alla Maddalena. La consueta riunione del lunedì sera al presidio Picapera ha subito espresso questa volontà. In poche ore, nonostante lo scarsissimo anticipo, circa 300 No Tav si sono trovati al presidio per cominciare a barricare tutte le vie d’accesso. Ognuno ha contribuito a suo modo nell’operazione. Il risultato è stato subito evidente a chi voleva invece farci la sorpresa. Per le forze dell’ordine l’unica possibilità rimaneva (e forse rimane?) la complicata apertura del guard-rail nei pressi agli imbocchi delle corsie sotto il piazzale della Maddalena. Il popolo No Tav è rimasto tutta la notte schiarato e pronto a resistere. Tanto è bastato a far desistere la controparte che è restata rintanata nella galleria per oere senza saper bene cosa fare, per poi allontanarsi senza farsi vedere. Questa mattina il questore e il prefetto si riuniscono per decidere la linea da adottare per risolvere il problema e (a detta loro) per lavorare in sicurezza.
MADDALENA: CAMPEGGIO PER RESISTERE
CARCERE: PROTESTE ANCHE A BALDENICH
maggio 27th, 2011 — Generale, press

vedi l’articolo del corriere degli alpini del 26/5/11 cliccaqui
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Carcere- Sulla mobilitazione in atto nelle carceri italiane
fonte: bello come una prigione che brucia [trasmissione di Radio Blackout]
“È opportuno ricordare che questa notte hanno dormito nelle nostre carceri più di 67 mila detenuti con un significativo incremento di stranieri. Stiamo cioè gestendo il più alto numero di detenuti della storia repubblicana e lo stiamo facendo grazie allo sforzo e alla dedizione al dovere di ciascuno di voi. Stiamo gestendo un così alto numero di detenuti per due motivi: perché funziona meglio il sistema di sicurezza e repressione dello Stato nei confronti della piccola e della grande criminalità e perché non abbiamo fatto amnistie o indulti. È giusto che tutti abbiano coscienza che il sistema penitenziario è il punto di approdo sia del sistema di sicurezza che del sistema processuale e penale del nostro Paese”.
Ministro Angelino Alfano nel corso del 194° compleanno della Pol.pen.
Da domenica scorsa, 15 maggio 2011, si è innescata a partire dal carcere romano di Regina Coeli, una protesta contro le condizioni detentive a cui sono sottoposte le persone segregate dall’apparato carcerario italiano. La mobilitazione, come si sperava, si è rapidamente diffusa a molte altre città.
Un lotta caratterizzata nella sua attuazione da sciopero della fame, battiture, blocco degli acquisti allo spaccio carcerario, nonché dal blocco di tutte le funzioni svolte dai detenuti lavoranti (e quindi mansioni di pulizia, cucina, raccolta domande per la spesa, ecc.). La particolarità di questa iniziativa, rispetto agli altri sporadici focolai di rivolta contro le condizioni detentive, deriva principalmente dalle richieste: nessun interesse rivolto a specifici miglioramenti nel carcere in cui sono rinchiusi i promotori (Regina Coeli), bensì un vero e proprio “piano carceri” alternativo a quello del governo. E se appunto quello partorito dal ministro Alfano e dai suoi collaboratori si concentra prioritariamente sull’ampliamento degli spazi detentivi, e quindi su interventi di edilizia volti ad aumentare il numero di posti-gabbia da riempire (e a come spartire gli oltre 600 milioni di euro stanziati), quello proposto dai detenuti di Regina Coeli, e sostenuto dalla protesta che si è estesa a diverse carceri, si basa all’opposto su un’urgente deflazione del numero delle persone recluse attraverso la richiesta di un’amnistia (esclusi reati di pedofilia e stupro), la richiesta di un minor ricorso dell’apparato giudiziario-repressivo alla custodia cautelare, misure alternative e tutta una serie di proposte concrete volte a riportare l’apparato carcerario italiano alla mera legalità… Impossibile non notare quanto sia paradossale che la richiesta di un carcere legale e costituzionale arrivi dai detenuti e non dalle istituzioni. Forse perché i detenuti si accorgono sulla propria pelle del fatto che, se si provano a pressare circa 68.000 detenuti in gabbie progettate per contenerne 45.000, più che una condizione di illegalità si concretizza una condizione di tortura. Da notare, a rigor di cronaca, come la “costituzionalità dell’esecuzione della pena” sia stata l’istanza primaria di tutte le recenti ondate di protesta scatenatesi nelle carceri elleniche.
Sarebbe inoltre difficile immaginare che una concreta lotta contro l’esistenza del carcere, e non contro suoi aspetti parziali, scaturisca esclusivamente dall’interno di questi luoghi: se da un lato l’apparato detentivo è un pilastro delle democrazie autoritarie, dall’altro il suo abbattimento non può prescindere da conquiste su altri fronti come sistema produttivo, scolastico, concentrazione delle ricchezze e via dicendo. Continue reading →
GIOVEDI 12/5 dalle 17.30 SOTTO IL CARCERE
maggio 8th, 2011 — actions
ROMPERE LE SBARRE CON LA SOLIDARIETA’!
MUSICA E MICROFONO APERTO, POI ALLA SERA INCONTRO A PEDAVENA (vedi sotto)

Giovedì 12 Maggio Assemblea Pubblica a Pedavena
aprile 20th, 2011 — General



