Aprile 2006 – Ex Area Bardin15 attivisti multati per 40.000€


CONTINUA LA SPECULAZIONE SULL’AREA BARDIN:

15
ATTIVISTI MULTATI PER 2700 euro A TESTA PER LA PROTESTA CONTRO L’AMIANTO!

 


Il 26
maggio2006
una ventina di persone hanno attuato la protesta contro l’amianto sul
ponte dell’anta di Belluno, a fianco dell’area “ex Bardin”.


Intendiamo fare chiarezza sulla nostra azione comunicativa e su quanto ci è
stato contestato, tramite notifica e ingiunzione, dalla Questura e Prefettura di
Belluno.

Già
nel maggio 2004 tante singolarità giunte da tutta la provincia di Belluno e
oltre occuparono la stessa area evidenziando e rendendo pubblica a cittadini e
giornalisti la massiccia presenza di amianto in fase di sbriciolamento (con
conseguente dispersione nell’area delle polveri) sui tetti, e di grosse quantità
di olio esausto nelle immediate vicinanze delle falde acquifere del torrente
Ardo che scorre a fianco. Evidentemente non è bastato.

Si
sa: l’area “ex Bardin” è una zona ad alta speculazione, tanti interessi vi
convergono e nessuno (a sinistra e a destra) ha mosso un dito perché venisse
bonificata.

Tanti
sono stati i vicini che in quei giorni di occupazione sono venuti a chiedere
appoggio alle loro richieste di bonifica e a testimoniarci la loro, a volte
drammatica, situazione. Alcuni di loro erano con noi il 26 maggio dell’anno
scorso, ad urlare la loro rabbia. In questi tre anni non è successo niente
nonostante si siano costituiti in un comitato contro l’amianto e nonostante
le promesse in campagna elettorale
.

Ecco
perché abbiamo deciso di intraprendere un’azione comunicativa: simulando una
sorta di allarme chimico abbiamo sottolineato la gravità della situazione; del
resto l’area “ex Bardin” è una bomba chimica.

Un po’
di fumogeni, una sirena e dei ragazzi che distribuiscono volantini sulla
questione “amianto” agli automobilisti cosa sono rispetto ad anni e anni di
dispersione di veleni a due passi dal centro cittadino?

Per
questo riteniamo infondata la contestazione di “blocco totale del traffico”, che
invece è stato semplicemente rallentato.

Per
quanto riguarda la “situazione di allarme e pericolo” (citata nei verbali) per
gli automobilisti, essa c’è: è reale. Solo che non l’abbiamo creata noi, ma
quanti, tra poteri pubblici e privati, non hanno mosso un dito per tutelare la
salute di chi vive sul territorio.


Crediamo che un’azione durata venti minuti, intrapresa per un motivo di
altissimo valore sociale, non possa essere sanzionata con multe salate per chi
ha avuto lo stile e il coraggio di esporsi in prima persona.


Soprattutto se poi non si fa niente per porre rimedio alle problematiche
sollevate. Problemi riconosciuti in questi ultimi mesi da Comune, Provincia,
ARPAV e SIPAV, come abbiamo letto sui giornali (Gazzettino del 8/7/2006).

Questa
non è l’ennesima situazione da trattare e svilire come mero problema di ordine
pubblico.

Per
tutto ciò chiediamo la cancellazione delle sanzioni che hanno colpito chi ha
manifestato il 26 maggio 2006 a Belluno e soprattutto che venga veramente
bonificata l’area.


CRIMINALE E’ CHI HA RALLENTATO IL TRAFFICO PER POCHI MINUTI O CHI NON HA MAI
MOSSO UN DITO PER RISOLVERE QUESTA SITUAZIONE?

LA
PREFETTURA DOVREBBE VIGILARE E INTERVENIRE NEI CASI DI INQUINAMENTO E DI
INADEMPIENZA NELLE BONIFICHE DELL’AMIANTO: NON MULTARE VERGOGNOSAMENTE CHE
INVECE FA EMERGERE QUESTE CONTRADDIZIONI!

 

 

40000
€ DI MULTA? ABERRANTE… COME L’AMIANTO!

 

I 15
attivisti/e multati/e per la protesta contro l’amianto

 

Per
aderire al comunicato scrivi a

 


Info@lab-desir.info